Ansia da separazione

Ansia da separazione

a cura della d.ssa Federica Manunta, medico veterinario comportamentalista, educatore e istruttore cinofilo SIUA.

Uno dei problemi maggiormente lamentati da chi adotta un cane, cucciolo o adulto che sia, è l’impossibilità di lasciarlo da solo. Tale incapacità del cane si può manifestare con una sintomatologia molto varia che và da uggiolii, ululati fino a latrati, gravi distruzioni in casa, eliminazioni inappropriate di feci e/o urine, autotraumatismi.

Tali problematiche vengono spesso incasellate, anche in modo superficiale, nell’ansia da separazione, ma la pratica quotidiana ci insegna che pochi sono i soggetti veramente ascrivibili a questa patologia. Molti sono cani sani che hanno difficoltà nello stare da soli perché non hanno o non hanno ancora acquisito questa competenza.

La cosa pi opportuna da fare sarà di rivolgersi ad uno specialista che sappia dirci se il nostro cane sia affetto o meno da una patologia comportamentale ed in entrambi i casi ci dia gli strumenti per affrontare un problema che comunque è presente. Spesso si è portati a sottovalutare la questione pensando che si risolverà con il tempo, magari mettendo in pratica consigli di amici o parenti che non hanno alcun riscontro scientifico.

Il rischio in questi casi è di aggravare le difficoltà del nostro cane rendendo più difficoltoso un ipotetico recupero successivo.

Ma che cosa fare e non fare in attesa di una visita comportamentale?

  1. EVITARE DI LASCIARE IL CANE DA SOLO – Se abbiamo un lavoro che ci permette di portarlo con noi proveremo a farlo, se questa soluzione non è attuabile chiederemo aiuto al resto della famiglia e ad amici, parenti, dog-sitter, in modo da evitare al minimo i momenti di solitudine.
  2. EVITARE QUALSIASI TIPO DI PUNIZIONE A POSTERIORI – Non ottengono il risultato sperato anzi hanno il potere di aggravare lo stato del nostro cane. Sarà indispensabile, a tal riguardo, uscire dalla concezione per cui il cane si comporta “male” per farci un dispetto per averlo lasciato solo. I comportamenti messi in atto sono frutto di un grave malessere nel quale il soggetto perde qualsiasi autocontrollo come se vivesse una crisi di panico e quindi non è responsabile degli atti che compie ma vittima lui stesso. Potremmo invece pensare di filmare il cane in nostra assenza, questo aiuterà noi, rivedendo i filmati, a comprendere il suo malessere e aiuterà il comportamentalista ad avere un quadro più completo dei sintomi.
  3. EVITARE DI SOSTARE FUORI DALLA PORTA DI CASA – Loro sanno benissimo che siamo lì, hanno un olfatto che funziona benissimo e quindi non riusciremo ad imbrogliarli. In generale evitate di imbrogliare i vostri cani, ci riuscirete forse la prima volta ma potreste minare la fiducia che ripongono in voi, e se veramente siete per loro la figura di riferimento potreste farlo precipitare in un importante aggravamento della sua condizione psicologica.