Più spesso in famiglia

La maggior parte dei casi di insofferenza da parte dei cani, vede come protagonisti quelli che vivono in famiglia. Questo dipende dal fatto che il tempo passato insieme è maggiore ed il bambino, sentendosi più a suo agio con il proprio cane, può mettere in atto tutta una serie di comportamenti magari poco graditi al compagno peloso. Gli incidenti avvengono proprio quando il bambino interagisce attivamente con il cane. Tra i casi più frequenti: disturbare il cane mentre mangia o dorme, tirargli coda o orecchie, oppure mentre interagisce “pacificamente” accarezzandolo, abbracciandolo o piegandosi su di lui. Comportamenti, che come abbiamo visto, secondo il linguaggio dei cani hanno un significato non tanto amichevole, ma piuttosto minaccioso.

E SE IL BAMBINO COINVOLTO IN UN INCIDENTE NON STAVA INTERAGENDO CON IL CANE, MA PER ESEMPIO PEDALANDO IN BICICLETTA?

La spiegazione è da trovarsi nella biologia: il cane è un predatore. Le prede del cane, quando ancora doveva procacciarsi il cibo da solo, erano probabilmente le stesse dei nostri lupi di oggi, per esempio topi, lepri, caprioli e cervi. Nel comportamento istintivo del lupo vi è quella che viene definita “sequenza predatoria”, l’inseguimento di una preda in movimento, il balzo sull’animale in fuga e il morso mirato spesso al collo o ai garretti. Nel cane questa sequenza di azioni, non è più così fortemente determinata come nel lupo, ma è comunque presente. Per questo i nostri cani amano così tanto inseguire le palline… sembrano tanti topolini in movimento! Un bambino su una bicicletta o che corre, magari anche emettendo suoni acuti (non così diversi dai belati una capretta), possono scatenare nel cane reazioni di inseguimento, proprio come espressione del suo ancestrale istinto predatorio.

PER PROTEGGERE BAMBINI E CANI

L’unico vero mediatore è l’adulto: va però ricordato che per una buona convivenza sia il bambino sia il cane vanno tutelati, partendo dalle esigenze e necessità di ciascuno.

Se il bambino ed il Levriero convivono:

  1. Abituare il cane alla presenza dei bambini, ricordandosi di tutelarlo, ovvero di proteggerlo dall’irruenza umana. Il cane deve poter vivere un’esperienza POSITIVA con i bambini per poter sviluppare un buon rapporto con loro anche da grandi.
  2. Imparare a capire il linguaggio del proprio cane, in modo tale da poter riconoscere i primi campanelli di allarme e di disagio e comprendere quali comportamenti di noi umani possono risultare incomprensibili o mal interpretabili dal cane.
  3. Istruire il bambino fin da piccolo, perché capisca come interagire con il cane ed interpretare il suo linguaggio. Creare dei giochi sicuri affinché cane e bambino si possano divertire insieme in sicurezza (per esempio: il bambino nasconde un giocattolo che il cane deve trovare).
  4. Instaurare regole di convivenza chiare che tutelino entrambi: es. alcuni spazi di casa solo per il cane, altri solo per il bambino, anche se noi come adulti abbiamo accesso ad entrambi; quando si mangia ognuno sta la proprio posto, nel gioco tra cane e bambino se uno dei due se ne va, l’altro deve rispettare la sua decisione.
  5. Instaurare un rapporto di fiducia e coerenza con il proprio cane. Vuol dire che il cane può fidarsi di voi perché lo avete difeso da esperienze negative ed è quindi disposto ad ascoltarvi quando gli chiedete di rispettare alcune regole di convivenza.
  6. Controllare periodicamente lo stato di salute del proprio cane.

SE IL CANE ED IL BAMBINO SONO ESTRANEI

  1. Chiedere sempre al proprietario se si può avvicinare il cane
  2. Insegnare al bambino un corretto approccio al cane, ovvero calmo e tranquillo senza urla e mosse improvvise.
  3. Evitare di correre e urlare in presenza di cani estranei.
  4. Insegnare le basi del linguaggio canino.
  5. Non avvicinare mai un cane dietro una rete, in una macchina o alla catena, senza la presenza del proprietario.
  6. Insegnare al bambino come si fa l’ALBERO, ovvero rimanere fermi ed immobili, con le braccia lungo i fianchi e le braccia incollate alle gambe guardando a terra. Se un cane estraneo vi corre i contro, il modo migliore per evitare di essere aggrediti è proprio fare l’albero.
  7. In ogni caso i bambini non dovranno mai stare da soli con il cane senza la supervisione di un adulto.

Una raccomandazione per tutte le persone che si avvicinano all’adozione di un cane ed hanno un bimbo piccolo. Un bambino piccolo occupa molto del nostro tempo, un cane richiede altrettanto tempo: il cane ha la necessità di fare delle attività con noi, oltre che di essere nutrito e portato a passeggio.

Prima di adottare un Levriero è il caso che ci chiediamo francamente se abbiamo il tempo sufficiente per seguirlo, altrimenti è meglio aspettare che il bambino sia più grande e autonomo e soprattutto in grado di recepire e mettere in atto comportamenti adeguati nei confronti del cane.