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“In un Mondo che sta rapidamente cadendo nell’abisso aberrante della disumanizzazione, proiettato in un futuro distopico guidato dall’incertezza di avere di fronte a noi una macchina anziché un essere umano, l’unica differenza tra noi e le macchine sarà l’empatia che proviamo verso gli animali.
Così, come anticipato nel 1968 dal genio di Philip K. Dick nel romanzo “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?”, tra pochissimi anni, e in una maniera troppo repentina perché di fatto sta già accadendo, solo un test del tipo Voight-Kampff potrà costatare se siamo degli umani, oppure dei robot.
Solo l’Empatia ci salverà: per questo vale la pena salvare cani, perché non esiste traccia di periodo della storia della vita dell’uomo senza di loro. Salvare cani vuol dire salvare noi.”
(Luca Spennacchio)

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“È un libro che tutti dovrebbero leggere. È un pugno nello stomaco ben assestato accompagnato da lacrime che racconta storie vere, storie tremende finite tutte per il meglio. È un libro che ti cambia nel profondo se gli lasci la possibilità di farsi strada dentro di te. Parla di empatia, di figli del vento, di elfi meravigliosi riscattati da una (non) vita. Insomma, non si può non leggerlo. Grazie Fulvio per averlo scritto.”
(Chiara Olivucci – Lugo di Romagna, 30/06/2017)

“Ecco un progetto profondo, rivolto non solo a chi ha già adottato ma soprattutto a chi vuol conoscere la realtà del mondo rescue per poter poi affrontare l’adozione in modo consapevole.
“EMPATIA = mettersi nei panni di…”: beh, lui l’ha fatto, ed è riuscito a catturare emozioni, sentimenti, sensazioni…
Mentre leggi ti sembra di essere lì, è come vivere sulla propria pelle ciò che descrive, vedi luce, colore, buio, un insieme di immagini, vedi i loro occhi, senti il loro grido d’aiuto.
Tutti noi possiamo diffondere la loro voce, tutti noi possiamo cambiare la loro vita, vita che purtroppo non hanno potuto scegliere.
Quanti di voi in quante occasioni hanno cercato un libro sui nostri levrieri senza mai trovarlo se non scritto in inglese o in altre lingue?
Oggi qualcosa è cambiato e il cambiamento è davvero grande perché si può scaricarne una parte gratuitamente.
Fulvio Rodda dona a tutti questa occasione: ESSERI AD EMPATIA COSTANTE (www.adottaungalgo.it) è una meravigliosa avventura d’amore, un amore levriero.
Grazie Fulvio, grazie di cuore. <3″ (Serena Tomsic – Arenzano, 14/05/2017)

“…il tuo libro, il primo aggettivo che mi viene in mente è ‘Denso’. C’è tanto dentro e senza tregua. Poi penso all’aggettivo ‘Vero’, e – a tratti – ‘Crudo’. Inutile che ti dica che mi piace molto anche il come è scritto, e per me non è cosa di poca importanza… è un ottimo lavoro! Spero che non venga letto solo da chi ha un levriero ma si diffonda il più possibile…” (Luca Spennacchio – Educatore, Fotografo e Scrittore professionista, autore di ‘Canile 3.0’ – 10/06/2017 > www.lucaspennacchio.it)

“…è toccante. Sei straordinariamente dotato. Mi ricordi la penna di Buzzati nell’unico suo romanzo dedicato all’amore. Si avverte quella strana vibrazione del sofferto.”
(Serena Maurutto – Brescia, 31/05/2017)

“Sto cominciando a leggere il tuo libro ma vado a rilento perché già con la prefazione mi son commossa. Maledizione ci metterò una vita…”
(Anonimo, via WhatsApp 8/06/2017)

“…ho letto i capitoli tutti d’un fiato:
bellissime descrizioni e stati d’animo veramente realistici…
Premetto che io non ho mai scritto un libro e quindi non so la dinamica e la consecutio delle fasi della narrazione …mi sembra ven fatto come contenuto ma penso tu sappia che è da rivedere come ortografia e come uso di termini non troppo signorili (per usare un eufemismo…”ca..o,andare a put.. ane.. ..ect…).
Mi piacciono tanto le frasi che metti cpme prologo a quasi tutti i capitoli…
Resto in attesa dei successivi capitoli…
Non pensavo di riuscire a leggere un centinaio di pagine in solo 2 ore:questo vuol dire che tutto fila molto fluidamente e che il contenuto prende veramente…BRAVO!!!”
(Anonimo… via WhatsApp 9/06/2017)

“Ho tre levriere, una greyhound e due galghe.
A chi mi chiede perche’ ho adottato cani dall’estero mentre da noi i canili scoppiano, consiglio di leggere il libro
ESSERI AD EMPATIA COSTANTE
Storie di cani fantasma tornati figli del vento
di Fulvio Rodda.
La risposta e’ li’. Nero su bianco.
Non sono una da cuori, cuoricini e complimenti facili, neanche un po’, ma quei dodici capitoli mi hanno fatto piangere senza ritegno, facendomi sentire persino un po’ stupida.
Uno squarcio su un orrore lontano in un afoso pomeriggio di giugno. Bellissimo, si legge d’un fiato, il lettore si immerge letteralmente nelle storie.
Non e’ il solito libro zuccheroso e un po’ stucchevole sui levrieri, e’ la verita’, nuda e cruda, e’ la tribolazione di creature magnifiche che ti entra in casa, ti afferra e ti fa pensare. Come persona che ama i cani.
Ma soprattutto come persona.
Scritto da un essere umano empatico. In cui ci si puo’ ritrovare. E ti chiedi PERCHE’? Perche’ uno schiaffo cosi’ grande alla “bellezza della natura fatta cane”? Alla fedelta’, alla devozione, all’innocenza, a chi e’ tanto mite quanto indifeso?
Perche’ l’uomo si crede padrone del creato piuttosto che custode? La violenza inizia dagli animali, passa per i bambini, poi alle donne infine agli altri uomini….
Leggendo sembra di essere li’, in quella grande casa con Haley e Micky o nell’ufficio assieme a Zoe, da cui e’ iniziato tutto. Oppure accanto a Biancaneve, creatura devastata, vicino al secchio rosso sangue dove la volontaria aveva deposto i bellissimi cuccioli di lei nati in mezzo al nulla. Provate a leggerlo. E magari adottate un galgo se potete. Non salverete i sessantamila che vengono massacrati in Spagna ogni anno o le altre migliaia che vengono uccisi nel Regno Unito e altrove, ma almeno una vita quella si, l’avrete salvata!
Una vita appena.
Una vittoria sulla morte. Un piccolo passo. Perche’ puo’ cambiare. Deve.
Perche’ per ogni mano assassina esiste una mano pietosa che soccorre. E chiede perdono per chi non ha piu’ un cuore in grado di farlo…”
(L.C. – 10/06/2017)

“Mi son seduta fuori all’ombra, leggo a Tibet che è disteso al mio fianco sull’erba fresca e ogni tanto mi guarda: sembra capire le mie parole e che sto raccontando le storie dei suoi sfortunati fratelli.
Che dire, Fulvio è BELLISSIMO, è un libro fluido, diretto, crudo ed emozionante. L’ho letto tutto d’un fiato!
Mi piace tutto: dal ritmo, mai noioso, da come ti presenti e racconti la tua storia, dall’intro alle pagine scritte da S.Tomsic e L.C.Fusè (che conosco e so cosa sta dando e facendo per i Podenchi Canari), alle varie storie a lieto fine di Zoe, di Ave, della Galga che ride ecc.
Ho pianto tanto dove racconti cosa fanno i galgheros a queste anime, con il tuo libro hai fatto in modo che nel leggere di queste aberrazioni i miei occhi si trasformassero in fiumi in piena senza poter più controllare sia loro che il mio cuore.
Tibet è sempre accanto a me ma ora ha il muso sopra i miei piedi, mi ha sentito piangere, e l’empatia che c’è tra me e lui è una cosa meravigliosa.
Il libro continualo con questo tuo modo schietto, chiaro, crudele e pieno d’amore, e vedrai che ci sarà senz’altro qualcuno che leggendolo s’innamorerà (come è successo a noi) e che vorrà provare l’immensità del rapporto con un Galgo.”
(Nives Chiarelli – Conselve, 12/06/2017)

“Sto leggendo il tuo libro, sono circa a metà e mi piace molto. Lo trovo molto emozionante, soprattutto in certi passaggi…
Bello e terribile, hai scritto pagine che mi hanno emozionata e anche sconvolta, tanto che a tratti ho dovuto smettere di leggere da quanto ero turbata.
Haley, Miki, Biancaneve, Zoe, La Galga che ride…
Ti darò il mio contributo al più presto…, ora no.”
(Cristina Sandoli, veterinario – Vercelli, 12/06/2017)

“Ho cercato di leggere tutto d’un fiato, in realtà ho dovuto farlo in tre tempi perché sì, alcune parti avrei voluto non leggerle (vorrei solo non esistessero storie cosi) nonostante sapessi già. Ma ora che le ho ben in mente so che è quello che ci voleva per la giusta consapevolezza. E quindi ti ringrazio perché è quello che molto probabilmente stavo cercando: il dettaglio atroce che fa di un’Anima un Angelo, dipinti lì tra le tue righe nell’essenza pungente e schietta di un’impensabile realtà. Ho capito il valore e la dedizione che meritano anime così, che va oltre il semplice rispetto per le Creature.
[…] Sono ancora senza il levriero che certamente mi cambierà la vita ma sono qui che, dopo averti letto, non ho fretta perché voglio prima essere all’ altezza dell’Angelo che il destino sceglierà per me.
Non vedo l’ora di leggere gli altri capitoli, e… per ora complimenti!
Complimenti per quello che fai e quello che documenti con dolore percepibile. Sono lusingata ad essere arrivata a te, ai tuoi scatti e alle tue parole. Grazie, stavo cercando conferme così.”
(Giulia C. Matti – 15/06/2017)

“Ho letto due volte la storia di come ando’ veramente con Haley e Miki.
Due volte. Col magone. Al solito.
O meglio…la prima e’ stata tra le lacrime, quelle silenziose, hai presente? Che sgorgano direttamente dal cuore. Perche’, non sono parole mie ma le condivido, siamo tutti un po’ rescue…..O forse no. Qualcuno di noi aspetta ancora di essere salvato.
E resta li’, in quella cella che puzza di escrementi della vita, con lo sguardo basso, come il tuo angelo in smocking, con la forfora degli anni addosso, in silenzio, al pari di un cane buono e rassegnato.
Iniziero’ da lui, perche’ lui e’ diventato un po’ mio, attraverso cio’ che scrivi.
“Vai a casa Miki!” Sono le parole della ragazza del canile di Pistoia, quella con gli stivali consumati, come gli anni che “spreca” la’ dentro, in un posto sbagliato, perche’ non dovrebbero esistere luoghi cosi’, ne’ in Italia, ne’ in Spagna o altrove. E’ tutto sbagliato!
La sofferenza e’ troppa, e’ ingiusta, inutile, spaventosa. E grida a un cielo chiuso. Almeno per loro…
Mi hai riportato la’ dentro ( ci sono stata tre mesi fa, mi lecco ancora le ferite…) con prepotenza, ero recalcitrante, ma il tuo piccolo era in quel box. KISUKE. In attesa. Percio’ti ho seguito.
A Mairena quanti aspettano ancora?
La camera a gas o il riscatto.
Haley viene da laggiu’. Il tuo levriero che il galgueros non e’ riuscito a spezzare. Brava come un bacio di Dio, li hai definiti cosi’.
Bravi entrambi, cani del nulla restituiti alla vita, alla dignita’, all’amore.
Come Ave, a cui avevano sparato alla mandibola ed e’ sopravvissuto.
Perche’ e’ un Galgo con la G ed i galghi sono questo, tosti, sensibili, devoti, spezzabili, leggeri, silenziosi, esseri primitivi e ancestrali che non puoi comprendere appieno, ma che puoi imparare ad ascoltare e forse, dico forse, potranno salvare.
Te, me. E chiunque si sente un po’ dietro le sbarre di quel canile a Pistoia o in qualsiasi dannato canile del pianeta.
L’empatia. Torniamo li’. Ave. Che una volontaria pietosa ha trasformato da straccio morto a gioiello cristallino. Ave che doveva morire, ma non voleva.
L’empatia. Se non ce l’hai non riesci a sentire cosa puo’ provare un levriero o un qualsiasi altro cane o essere senziente. Se non ce l’hai non scrivi un libro su queste creature magnifiche, piume nel vento, musi lunghi e code a falciare l’aria.
Per empatia dovremmo diffondere questo “virus” benefico di consapevolezza del loro dolore.
Associazioni, singoli volontari, gente che ama i cani e basta.
Leggete e parlate di loro.
E’ un bel libro, davvero, che scorre velocemente, le immagini sono piene di colori, odori, rumori e ti porta dove non ti vorresti trovare, ma certamente dove dovresti. Ogni levriero ha un nome, una storia, un dolore da raccontare. Qualcuno un lieto fine ed il grazie a chi e’ sul campo laggiu’ e’ d’obbligo!
Perche’ nonsonosolocaniecisonoproblemipiu’gravialmondo! Sono gli ultimi. E qualcuno deve tendere loro una zampa…….
Siate la loro voce. Poiche’ se “due anime vomitate dalla Spagna”ce l’hanno fatta possono farcela tanti e tanti ancora, io ci credo.
A Mairena muoiono ancora……….
E fuori, sulle strade polverose della bellissima, assolata, sanguinosa Spagna. Paella e sangue.
Magari proprio adesso qualcuna che somiglia ad Haley, con la pezzatura pregiatissima sta aspettando il suo turno. Prima di lei altri ancora. E decine, centinaia dopo. Un mucchietto d’ossa rannicchiato su se stesso, l’odore di morte nelle narici.
E allora continua a scrivere di loro, Fulvio.
Per loro. Tra le lacrime, con la rabbia. Per loro, cani fantasma. Aiutali….
All’inizio di questa mail ho scritto di aver letto due volte la vera storia di com’e’ andata con Haley e Miki. Le stesse parole, le medesime immagini. Due volte. Due levrieri.
Un lieto fine. Perche’ e’ questo di cui in fondo abbiamo bisogno, del lieto fine.
Per uomini e cani.
PER CONTINUARE A SPERARE!
Si, continua a scrivere di loro e qualcuno leggendo, capira’ che forse proprio oggi, in un afoso pomeriggio di giugno, lontano migliaia di km da lei o da lui, in mezzo a tante foto di anime sole, trovera’ finalmente quella da cui vorra’ essere salvato…”
(L.B. – 18/06/2017)

“Ciao Fulvio, niente da aggiungere, solo condividere quanto hanno già scritto gli amici nei loro commenti: l’orrore, la rabbia, il senso di impotenza, la riconoscenza verso chi salva e cura, l’amore per questi compagni di viaggio…sempre con l’idea che un segno + possa azzerare un segno -.
Ho apprezzato negli ultimi due capitoli la tua lealtà: anche i gattini adottati tengono svegli i loro “padroni”! Ciò che è difficile far passare a chi non sa è che di questo tipo di “sacrificio” (a parte l’assonnato malumore) non ti pentirai mai e ti aiuterà a conoscerti un po’ meglio.
Avanti tutta!”
(Marina Ronchietto – Torino, 19/06/2017)

“Bling! Arriva la tua mail…
– Vieni Lulu’ che ti racconto una storia ..anzi due….anzi sai che c’è ? Ospitami nel tuo cuccione… –
E’ stato così che ho letto, ad alta voce, la storia di Haley e Miki a Lulu’, come fanno le mamme con i bimbi, come se la Lulu’ capisse, perché chi ha un cane fa così , perde la testa…
Quando ami non puoi fare altro. Le parole scorrono veloci , la storia galoppa e a tratti l’emozione fa tremare la voce e le lacrime calde e salate scendono e Lulu’ capisce tutto …andate a raccontare a qualcun altro che i cani non capiscono. Ora e’ sceso il silenzio, la storia e’ finita ed e’ finita bene …appoggio il mio costato al suo e sento i battiti dei nostri cuori, respiro il profumo del suo manto bianco per provare a dimenticare l’odore acre dei canili, metto i miei occhi nei suoi per sperare che abbia dimenticato il male e mi perdo nel suo sguardo …Lulù!”
(Simona Gazzanica – Bergamo, 24/06/2017)

“Grazie per il tuo lavoro, bellissimo e commovente…
E grazie anche perché, da quando ho iniziato a far girare il tuo libro tra amici e conoscenti, molti non sapevano niente della condizione dei Galgos in Spagna, e due famiglie mi hanno chiesto come adottarne uno.
Anche solo una vita salvata è un grande traguardo.”
(Angelo Toresani – 29/06/2017)

“Caro Fulvio – perché cosi ti devo chiamare – ho letto la prima parte, quella introduttiva. Sai… ci ho messo parecchio a leggerla, avevo delle onde oculari che abbondavano come un mare in tempesta. Anch’io ho avuto dei genitori molto duri. Avere genitori molto duri inevitabilmente ti condizionano una parte della vita, spesso in modo profondo. Poi si cresce, si accetta ,si soffre in silenzio, ma arriva poi quella maturità che ti fa trovare le parole giuste per dire, per raccontare con serenità che, nonostante tutto, siamo persone che hanno un cuore.
Perdoneremo? forse non tutto, forse…
Tra le parole che hai scritto, e che – con coraggio – hai reso pubbliche, credo di aver sentito e visto quel puntino luccicante che c’è in te. Grazie!”
(Fausto Loffredo – 30/06/2017)

“…avevo cercato subito il tuo libro on-line per acquistarlo, ma non ho trovato niente!
Aspetterò il cartaceo, e sì assolutamente voglio il libro completo!!!
Mi sto già perdendo dentro queste poche pagine e mi emoziono, mi emoziono tantissimo.
A settembre invierò la mia domanda per adottare un galgo: non vedo l’ora di iniziare questo viaggio con un meraviglioso Galgo rescue, quindi capirai che il tuo libro mi è davvero di aiuto!”
(Sabrina Lui – 1/07/2017)

“Nei tuoi capitoli gratuiti si alternano bene commozione a rabbia e speranza per un futuro migliore. Bravo.
Sai, io penso che da una parte un ottimo lavoro è promuovere le adozioni, ma soprattutto bisogna far sì che – prima di tutto – cambi la mentalità.
Basta sfruttare gli animali a nostro piacere !
Se non cambia questo, tutti gli sforzi non sono che una goccia nel mare.
Lo scopo finale di tutto ciò è che le nuove generazioni siano diverse, più consapevoli e più “umane”.
Certo, pensare di cambiare i “vecchi” è impossibile . Chi, come tuo padre e mille altri che pensano: – L’è un can…- non cambierà mai, di certo.
Io invece spero che con l’indignarsi dell’opinione pubblica e con le varie campagne di sensibilizzazione, qualche giovane che magari vive in quegli ambienti incominci a farsi qualche domanda. O, come è successo a te, si ribelli a quel sistema e incominci a combatterlo.”
(Daniela Ostinelli – 30/06/2017)

“Ieri, in relax con il mio Galgo sempre vicino, ho letto i primi capitoli del libro…. beh, è fantastico!
Aspetto settembre per acquistarlo, ancora oggi non smetto di pensarci e il mio gigioni che è a casa che mi aspetta mi manca da morire.
Grazie per ciò che fai e per come lo fai.”
(Natalina Salardi, 3/07/2017)

“Grazie Fulvio. Il mio grazie non è a caso, perché in alcune pagine de tuo libro trovo la forza di lottare, perché loro hanno bisogno di noi…
Che stronzata: sono io che ho bisogno di loro, questo è !!! Lottare per qualcosa in cui si crede ti fa sentire vivo, siamo qui per questo, siamo qui per essere riportati alla luce…
I miei cani – e tutti quelli a cui ho contribuito a cercare e dare una casa – mi danno la forza di andare avanti.
Siamo tutti un po’ rescue.”
(Andreina Fedeli, 3/07/2017)