Shock anafilattico

Chiamiamo shock anafilattico (che chiameremo SA) una reazione esagerata, violenta e rapidissima, che può portare a morte il levriero per collasso circolatorio o respiratorio.

Le cause dello SA sono in gran parte punture di api, calabroni o ragni (generalmente in bocca) e in piccola parte il contatto con sostanze tipo erbicidi, diserbanti, fitofarmaci, alcune piante o sostanze prodotte dall’uomo come solventi, olii industriali e alcuni lubrificanti. Una minima percentuale è dovuta ai vaccini, particolarmente contro la rabbia e la leptospirosi.

La patologia è di estrema urgenza nei levrieri dove la mia esperienza mi porta a pensare che tali poveri animali nel loro Paese d’origine possano essere trattati (per la follia dell’attività praticata da chi li detiene nel loro Paese d’origine) con sostanze di ogni tipo legali e non, per aumentarne la resistenza alla fatica e accelerare lo sviluppo e la potenza muscolare. I levrieri sia per loro caratteristica genetica, sia per essere stati sottoposti a tali trattamenti, sviluppano una certa ipersensibilità agli allergeni che, a volte, sono sostanze di uso comune come la Penicillina (per la precisione uno dei suoi prodotti di degradazione, l’acido penicillinico), che non andrebbe mai usata in questi cani. Altre sostanze di uso comune potenziale causa di SA, che non vanno utilizzate: antibiotici come Streptomicina, Cloramfenicolo, Eritromicina; i sieri eterologhi (antitossine); l’ormone adrenocorticotropo (ACTH); i mezzi di contrasto iodati; l’Eparina, per citarne solo alcuni.

Prenderemo in esame oggi la reazione allergica rapida, grave, immediata, violenta e non quella che, altrettanto pericolosa, si manifesta dopo molte ore e che, quindi, lascia il tempo di agire.

Quasi tutti i sintomi presenti nello SA sono dovuti all’azione sulla muscolatura liscia (involontaria) dell’istamina, della serotonina, dell’acetilcolina e della bradichinina.

Sintomi:

gonfiore del muso o di una parte localizzata del corpo, difficoltà di respirazione con aumento della frequenza respiratoria, aumento della frequenza cardiaca, vomito, tremori, zampe fredde, salivazione aumentata, sangue dalla bocca, aumento di volume delle ghiandole salivari e della laringe. Spesso il cane manifesta irrequietezza, strofina il muso per terra e non trova pace: sembra addirittura disorientato e non reattivo in modo coerente agli stimoli esterni.

Terapia:

LA PATOLOGIA E’ GRAVE E RICHIEDE SEMPRE L’INTERVENTO DEL VETERINARIO: il fai-da-te esclusivo in questi casi con questi cani è follia! Ma cosa fare subito, mentre si corre dal Veterinario che, in molti casi, è distante? I prodotti antistaminici rapidi facilmente reperibili senza prescrizione non esistono più, per cui ci si rivolge ai cortisonici. Consiglio di portare sempre con sé una fiala di Flebocortid 100mg (chiedete prima al vostro Vet), pesate il vostro levriero e calcolate 2mg. per kg di peso del cane

ESEMPIO: il mio levriero pesa 20 kg: 20 x 2mg = 40 mg di Flebocortid; la fiala da 100mg è da 2 ml, per cui farò: (40 : 100) X 2ml = 0,8ml quindi nella siringa metterò 0,8 ml di fiala e la inietto subito sottocute, sotto la pelle del collo fra nuca e scapole, massaggio bene e corro dal Veterinario più vicino. Anche il Bentelan Fiale 4mg è di uso comune: in questo caso le fiale sono sempre da 2ml, e calcolo 0,1mg per kg di peso, ESEMPIO levriero di 20 kg farò: 20 x 0,1 = 2mg di Bentelan; la fiala è da 4mg e 2ml quindi farò: (2 : 4) x 2 = 1ml sempre sottocute e sempre mentre corro dal Veterinario.

Non fate questi calcoli al momento, ma fateli prima: vi scrivete il dosaggio in ml. sulla scatola, portate DUE siringhe (la prima la rompete perché siete agitati) e CON CALMA iniettate il prodotto nella giusta dose controllando DUE VOLTE che la dose sia giusta.

I cortisonici ci sono anche in compresse come Bentelan compr. o Deltacortene compr., ma qui prendiamo in esame lo SA grave e rapido che rende quasi impossibile somministrare forzatamente una compressa e che molto spesso produce vomito.

Prognosi:

il Veterinario dove correrete ogni volta che sospettate uno SA provvederà a mettere in atto le procedure d’urgenza che sui levrieri sono salvavita: fleboclisi di fluidi, antistaminici iniettabili, adrenalina; intuberà l’animale se l’ossigenazione è scarsa, farà molta attenzione ai parametri vitali soprattutto respiratori e di edema emorragico polmonare e/o sanguinamento dalla bocca; il Vet sa: lasciate fare a lui, ma ricordate che un levriero non è un cane come tanti altri. Normalmente in 24 ore tutto si risolve e il nostro (poco) peloso animale tornerà a casa.

Prevenzione:

Cercate di prevenire le punture d’insetto o dei ragni: vigilate sul cane quando è all’aperto, tenete presente che questi animaletti sono numerosissimi in primavera e estate nelle ore più calde del giorno; nelle zone ricche di vegetazione cercate di non frequentare acque stagnanti e fonti. Tenete presente che api, vespe e calabroni sono attratte dagli odori dolci, quindi non spruzzate deodoranti dolci o profumi (sob..) al vostro levriero e non state con bevande dolci o zuccherate nei pressi. Attenzione anche a frutteti e rovai con more o lamponi.

Portatevi sempre dell’acqua borica come disinfettante, del ghiaccio rapido (quello pronto uso che si usa in ambito sportivo) per pulire e raffreddare la parte che gonfia. Tenete a portata di mano il numero di emergenza del vostro Veterinario o di un Centro Veterinario che offra la terapia d’urgenza anche nei giorni festivi, soprattutto se siete in vacanza fuori casa.

Ricordate a tutti che i levrieri non sono cani come gli altri, ma hanno particolarità e peculiarità che sono esclusive di questa razza. I maltrattamenti, le folli “terapie” e l’atrocità di trattamento che questi meravigliosi animali hanno subito dalla sottospecie umana, portano loro conseguenze imprevedibili nei trattamenti farmacologici, che vanno valutati e attentamente monitorati. Non supponete nulla, ma informatevi, chiedete, e non utilizzate il fai-da-te se non nell’immediata emergenza; ricordate che nel caso di SA, va sempre consultato il Veterinario. Non abbiate paura di rompere le scatole ai Vet, cercate di ottenere sempre una risposta soddisfacente ricordando che il vostro levriero non è un cane “comune”.

Nell’imprevedibilità di uno SA: state calmi, concentrati e, soprattutto: non aspettate che accada un evento per cercarne il rimedio, ma prevedete l’urgenza e anticipate le conseguenze; state un passo avanti al problema e quando arriva sarete preparati. Il vostro levriero è stato seviziato, abusato e maltrattato finchè non l’avete adottato: ora conta su di voi. Fategli cambiare idea sul genere umano: non siamo tutti come quelli che ha conosciuto là…

Dott. Pierluigi Berta – Cuorgnè (TO)

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