sos levrieri

Rifugio Paws

Paws: un rifugio in Irlanda che salva molti Greyhound e Lurcher

Il suo nome é Paws, e molti di voi lo conoscono bene perché dal rifugio Paws vengono molti dei cani che occupano i vostri divani. Il rifugio Paws ha iniziato a salvare greyhound e lurcher nel 2000, e ne ha salvati più di 2000 in tutto questo tempo. Tra loro, tanti come Courage, raccolto in condizioni pietose, e oggi in salvo nel nostro paese. Tutto questo costa molto, decine di migliaia di euro soltanto di spese veterinarie, senza contare il cibo e il funzionamento del rifugio. Paws é un rifugio indipendente che necessità di un aiuto da parte nostra.

Sarah Connolly vincitrice del premio
Petplan Charity Employee 2013

Sarah Connolly ha vinto il premio Petplan Charity Employee 2013 come migliore dipendente di Charity, ovvero di organizzazioni ONLUS, presenti in tutto il Regno Unito, che si occupano del benessere dei cani, salvandoli, curandoli, recuperandoli fisicamente e psichicamente e trovando loro una famiglia. Sarah è stata prescelta fra più di 3000 candidature!

Sarah Rifugio Paws

Complimenti Sarah

E’ un riconoscimento meritato per l’eccellente lavoro che da anni svolgi a favore dei cani e dei greyhound e lurcher in particolare.
Con stima e riconoscenza, SOS Levrieri.

La realtà di PAWS

Care amiche e cari amici, tramite la visione di questo filmato in lingua originale registrato a PAWS, il rifugio in Irlanda con cui noi di SOS Levrieri collaboriamo da diversi anni, desideriamo farvi conoscere in prima persona Gina H. nome che tantissime volte accostato con quello di Sarah C. ci sentite pronunciare quando parliamo dei greyhound di PAWS.

Gina H. tramite le sue parole e le immagini del filmato, ci permette di fare un giro nel loro rifugio, mostrandoci la struttura di PAWS e i loro “ospiti”. Ma non solo, Gina H. racconta la realtà di PAWS, di come i cani arrivano li da loro da tutta Irlanda, dai famigerati pound e dai privati. La maggior parte di loro sono greyhound, lurcher (incroci tra grey e altri cani) e collies.
Spesso i cani arrivano in condizioni fisiche (rogna, denutrimento, lesioni) e psicologiche (condizionamenti) molto provanti per cui necessitano di un lungo periodo di riabilitazione prima di poterli offrire per un’adozione.

Le motivazioni/scuse maggiori per cui le persone si sbarazzano di un cane sono molteplici, tra cui: la nascita di un bimbo in casa, evento che per tutti noi è sinonimo di gioia, anche per il cane che diventerebbe il primo amico/difensore del nuovo arrivato, ma la scelta più illogica è quella di buttarlo fuori di casa, per i greyhound è quella della mancata possibilità di guadagno attraverso le corse, la perdita del posto di lavoro, quindi mancati introiti per il mantenimento (riduzione spese = allontamento del cane) e non ultimo l’abbandono del territorio per spostarsi in altre città alla ricerca di realtà migliori.

La gestione economica di PAWS, come potete immaginare è molto onerosa, circa 250.000,00= euro all’anno e gli aiuti che ricevono sono quelli ufficiali da parte del Ministero dell’Agricoltura (circa 28.000,00= euro) e il resto attraverso donazioni da parte di privati e da parte di diverse associazioni come la nostra.

L’Irlanda come la Spagna, terre che noi conosciamo per le disavventure e per le barbarie subite dai nostri cani, sono ricche di persone come Gina H. o Isabel P. che dedicano il loro tempo, amore e passione al rispetto e alla vita degli animali e a cui SOS Levrieri con tutti i suoi sostenitori riconosce il proprio affetto.

Un ringraziamento anche per John Cassidy per le belle musiche che accompagnano il filmato.

Un duro lavoro

Sappiamo che non vi tirerete indietro anche questa volta, perché sappiamo che siete sensibili non solo nei confronti dei cani che sono già in salvo, ma anche nei confronti di quelli che oggi soffrono e che domani potrebbero trovare una nuova vita. Il rifugio Paws ha bisogno di noi perché i greyhound hanno bisogno del nostro aiuto.

Se dedichi la tua energia per aiutare gli animali, come professione o come volontario, la storia la sai già.

Perché l’hai vissuta. Conosci le pulsioni della compassione e conosci il trainante desiderio di aiutarli. E soffri perché sai che ce ne sono tanti altri e ti rendi conto che non li puoi salvare tutti.
E conosci la gioia e la soddisfazione che derivano dall’averne salvato uno.
Dare amore e sostegno agli animali bisognosi, agli animali che soffrono, è cosa sacra. Soddisfa il nostro naturale bisogno di dare, di aiutare e di amare. Insieme alla gratificazione, c’è anche la sofferenza quando aiutiamo gli animali, una sofferenza profonda e lacerante.
La costante esposizione alle conseguenze della crudeltà, dell’ignoranza e dell’apatia verso gli animali, la loro sofferenza e la mancanza di compassione dimostrata nei loro confronti ci lascia stremati. Ci fa ardere dalla rabbia. Ci angoscia e ci lascia con un senso di disperazione. Qualsiasi sia il nostro ruolo, ovunque lavoriamo – nel salvataggio animali, nei rifugi per gli animali, nel controllo animali, come attivista, nel volontariato, come impiegato, come supervisore o amministratore, in CDA, in una struttura aperta o di accesso limitato – questo lavoro richiede molto più di un semplice amore sentimentale per gli animali.
Si tratta di un lavoro estenuante, che richiede una forza emotiva enorme, che arriva ad esaurire le nostre risorse fisiche, emotive e spirituali. Quando ci si dedica a una causa, ci si può perdere dentro. Per la compassione che proviamo e che diamo agli animali e per le cause per le quali ci siamo spesi nel loro favore, finiamo col esaurirci, tanto da non avere più energie per noi stessi. A volte ci sembra di avere dato via tutto di noi stessi. Aver cura di noi stessi e degli altri è egoismo. Avere cura degli atri e non di noi stessi è il martirio. Aver cura di noi stessi e degli altri rappresenta l’equilibrio tra l’amare e il vivere più sano, che noi possiamo raggiungere.
Se tutti gli esseri umani praticassero la corretta cura dell’animale domestico e se tutti i padroni degli animali domestici sterilizzassero e castrassero i loro animali, se tutti i padroni si impegnassero nel trovare soluzioni per tenere il loro animale piuttosto che darlo via, se tutti i padroni di casa permettessero gli animali domestici di vivere nelle loro case, se per ogni animale in rifugio ci fosse una casa, se su nessun animale venisse praticato l’eutanasia o tenuto in gabbia a lungo termine, se tutte le organizzazioni e le agenzie collaborassero in modo rispettoso….bene, in circostanze ideali simili, provare la pace interna nel salvataggio degli animali sarebbe facile. Ma ci sono montagne da scalare, soluzioni da trovare e sviluppare insieme, anche quando non andiamo d’accordo. Eppure nell’affrontare una tale sfida, trovare quella pace interna, integrare le proprie convinzioni, azioni e pratiche che ci aiutano a mantenerla , rappresenta allo stesso tempo un’enorme opportunità di crescita personale. Rappresenta altresì un’opportunità di approfondire la nostra attenzione ed amore per noi stessi e rispetto verso gli altri. È infine un’opportunità per imparare ad amare noi stessi e gli altri forse alla stregua del nostro amore per gli animali.
Siete voi – lavoratori nei rifugi , nel controllo degli animali, nelle adozioni e nella riabilitazione – i veri eroi nel mondo di chi ama gli animali. Siete voi che vi impegnate più di tutti per gli animali delle nostre comunità. Grazie per il vostro lavoro instancabile, infinito e senza riconoscimento per salvare, amare , curare, adottare e, a volte, dovere praticare eutanasia sugli animali che altri membri della vostra comunità trascurano, abusano, abbandonano e lasciano davanti alle porte dei vostri rifugi.
Un grazie a voi per sopportare la tristezza costante, l’ira, la frustrazione ed il senso di colpa da voi spesso sentiti, per il vostro amore, la vostra compassione ed il vostro coraggio che dividete senza pensare due volte. Auguro che troverete sempre la forza, il supporto e le risorse di cui avete bisogno per continuare. Auguro che le attenzioni e l’amore che avete dato a così tanti animali vi saranno date in dietro dieci volte tanto.